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Panoramica Video

Introduzione

Il nuovo MacBook Pro è il modello più veloce di sempre di Apple, con un processore octacore opzionale — per la prima volta in un MacBook — e un misterioso nuovo materiale per la tastiera. Dato che è improbabile che la stessa Apple renda noto di che "materiale" si tratta e che noi proprio non riusciamo a lasciare irrisolto un mistero, è ora di dare ancora una volta un'occhiata da vicino alla famigerata tastiera butterfly. Prendi la tua lente da investigazione e unisciti al nostro smontaggio!

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Questo smontaggio non è una guida di riparazione. Per riparare il tuo MacBook Pro 15" Touch Bar 2019, usa il nostro manuale di assistenza.

  1. Sulla carta, il nuovo MacBook Pro 2019 propone solo un salto in avanti nelle prestazioni.  Ma quanto è lungo questo salto? Riassumiamo: Schermo IPS Retina display da 15,4" retroilluminato a LED con True Tone, risoluzione 2880 x 1800 (220 dpi), gamut colore P3 wide
    • Sulla carta, il nuovo MacBook Pro 2019 propone solo un salto in avanti nelle prestazioni. Ma quanto è lungo questo salto? Riassumiamo:

    • Schermo IPS Retina display da 15,4" retroilluminato a LED con True Tone, risoluzione 2880 x 1800 (220 dpi), gamut colore P3 wide

    • Processore esa-core Intel Core i7 da 2.6 GHz (Turbo Boost fino a 4.5 GHz) accoppiato a una GPU Radeon Pro 555X

    • 16 GB di SDRAM DDR4 da 2400 MHz

    • SSD da 256 GB tipo PCIe

    • Wi-Fi 802.11ac e Bluetooth 5.0

    • Quattro porte Thunderbolt 3 (USB-C)

    • La vittima del nostro smontaggio porta il ben noto numero modello A1990, ma accompagnato da un nuovo numero EMC (Electromagnetic Compatibility) : 3359.

  2. L'ultima volta abbiamo avuto bisogno di due smontaggi differenti per arrivare in fondo a uno di questi laptop; quindi, solo per questa volta, saltiamo le formalità. Proprio come in una trasmissione di cucina, tagliamo la parte di cottura a fuoco lento e voilà! Già aperto! Se sei curioso di sapere come si fa ad entrare, si tratta esattamente della stessa procedura dell'edizione 2018, per la quale abbiamo già delle guide!
    • L'ultima volta abbiamo avuto bisogno di due smontaggi differenti per arrivare in fondo a uno di questi laptop; quindi, solo per questa volta, saltiamo le formalità.

    • Proprio come in una trasmissione di cucina, tagliamo la parte di cottura a fuoco lento e voilà! Già aperto!

    • Se sei curioso di sapere come si fa ad entrare, si tratta esattamente della stessa procedura dell'edizione 2018, per la quale abbiamo già delle guide!

    • Come promesso, questo si direbbe essenzialmente un salto prestazionale: l'hardware visualmente appare indistinguibile rispetto all'ultima volta. Tiriamo via la scheda e guardiamo meglio.

  3. Con la modularità dei componenti ridotta a zero, non c'è alcuna possibilità di aggiornare questo hardware. Ecco i chip che ti accompagneranno finché campa il laptop: Intel Core i7 esa-core di nona generazione i7-9750H
    • Con la modularità dei componenti ridotta a zero, non c'è alcuna possibilità di aggiornare questo hardware. Ecco i chip che ti accompagneranno finché campa il laptop:

    • Intel Core i7 esa-core di nona generazione i7-9750H

    • 16x di SDRAM DDR4 SK Hynix H5AN8G8NAFR da 8 Gb (16 GB in totale)

    • GPU AMD Radeon Pro 555X

    • 4x RAM GDDR5 Micron MT51J256M32HF-70:B da 8 Gb (4 GB in totale)

    • Coprocessore Apple T2 APL1027 339S00533, stratificato sopra a 1 GB di memoria LPDDR4 Micron D9VLN

    • Memorie flash Toshiba TSB3226AW8815TWNA1 e TSB3226XZ2939TWNA1 (per un totale di 256 GB)

    • Controller Thunderbolt 3 Intel JHL7540

  4. Ecco altri chip per il vostro diletto: PCH (Platform Controller Hub) Intel SR40F
    • Ecco altri chip per il vostro diletto:

    • PCH (Platform Controller Hub) Intel SR40F

    • Texas Instruments CD3215C00Z (probabilmente controller alimentazione)

    • 338S00267-A0 (dovrebbe essere un PMIC Apple)

    • Controller alimentazione TPS51980A

    • 339S00458 (probabilmente un modulo Wi-Fi/Bluetooth di Apple)

    • PWM (Modulatore Larghezza di Impulso) Intersil 6277A

    • Codec audio Cirrus Logic CS42L83A

  5. E ora dritti alla tastiera butterfly! Ricapitoliamo le metamorfosi subite finora da questa farfalla. Dopo il suo debutto nel MacBook Retina 2015, la tastiera butterfly si è posata sulla linea MacBook Pro per la prima volta nel 2016 (immagine a sinistra). Progettata per essere super sottile e al tempo stesso per rispondere a pressioni non ben centrate, questa tastiera ha fatto subito discutere per la sua corsa estremamente corta; c'è voluta poco perché si dimostrasse anche inaffidabile.
    • E ora dritti alla tastiera butterfly! Ricapitoliamo le metamorfosi subite finora da questa farfalla.

    • Dopo il suo debutto nel MacBook Retina 2015, la tastiera butterfly si è posata sulla linea MacBook Pro per la prima volta nel 2016 (immagine a sinistra).

    • Progettata per essere super sottile e al tempo stesso per rispondere a pressioni non ben centrate, questa tastiera ha fatto subito discutere per la sua corsa estremamente corta; c'è voluta poco perché si dimostrasse anche inaffidabile.

    • Nell'estate 2018, Apple ha lanciato un programma di riparazione, dando la colpa internamente alla polvere che bloccava i tasti; ha quindi lanciato modelli aggiornati con una membrana in silicone che protegge gli switch dei tasti (immagine centrale). Ma i problemi sono continuati.

    • Infine, la revisione 2019 degli switch della tastiera butterfly ha mantenuto la membrana in silicone, ma ha aggiornato i materiali della piccola cupola metallica a molla e del suo rivestimento plasticoso.

  6. Ricapitolato quanto sapevamo, analizziamo uno strato alla volta i componenti dell'interruttore della tastiera butterfly 2019. Sopra a tutto c'è la cover del tasto, dotata di una pratica etichetta per indicare agli utenti qual è il tasto che non funziona. La staffa bianca incernierata è il meccanismo a farfalla che controlla il movimento del tasto, stabilizzandolo in modo che possa andare su e giù senza inclinarsi o "ballare".
    • Ricapitolato quanto sapevamo, analizziamo uno strato alla volta i componenti dell'interruttore della tastiera butterfly 2019.

    • Sopra a tutto c'è la cover del tasto, dotata di una pratica etichetta per indicare agli utenti qual è il tasto che non funziona.

    • La staffa bianca incernierata è il meccanismo a farfalla che controlla il movimento del tasto, stabilizzandolo in modo che possa andare su e giù senza inclinarsi o "ballare".

    • Alloggiata all'interno della staffa, c'è una cover trasparente che si flette a ogni pressione del tasto e allo stesso tempo tiene lontano lo sporco dal sottostante switch a cupola.

    • L'elemento più significativo di questo gruppo è l'interruttore metallico a molla a forma di cupola. Questo si deforma quando si preme il tasto, realizzando un ponte tra i sei contatti presenti; torna com'era non appena si rilascia il tasto.

    • Sotto lo switch è a cupola ci sono sei piastrine metalliche. La pressione del tasto viene rilevata quando la piastrina centrale più in alto chiude il contatto con una qualsiasi delle altre cinque.

    • A coronamento di tutto, c'è la membrana in silicone che copre il meccanismo a farfalla per evitare l'intrusione di sporco che potrebbe bloccare il tutto.

  7. Insomma, ma che cos'è cambiato quest'anno? Per prima cosa il materiale trasparente della cover dell'interruttore. La cover del modello 2018 è traslucida, in qualche modo appiccicosa, e si direbbe sia di silicone. Il nuovo modello è più trasparente e più scorrevole al tatto. Per confermare che i materiali sono senz'altro diversi, e abbiamo analizzati tramite spettroscopia FTIR (Fourier Transform Infrared, spettroscopia a infrarosso a trasformata di Fourier). Grazie a Eric Beaton e al Dipartimento Tecnica dei  Materiali dell'università Cal Poly per aver messo a disposizione la loro competenza e la loro attrezzatura.
    • Insomma, ma che cos'è cambiato quest'anno? Per prima cosa il materiale trasparente della cover dell'interruttore.

    • La cover del modello 2018 è traslucida, in qualche modo appiccicosa, e si direbbe sia di silicone. Il nuovo modello è più trasparente e più scorrevole al tatto.

    • Per confermare che i materiali sono senz'altro diversi, e abbiamo analizzati tramite spettroscopia FTIR (Fourier Transform Infrared, spettroscopia a infrarosso a trasformata di Fourier). Grazie a Eric Beaton e al Dipartimento Tecnica dei Materiali dell'università Cal Poly per aver messo a disposizione la loro competenza e la loro attrezzatura.

    • L'analisi FTIR funziona illuminando con luce infrarossa un materiale e misurando la quantità di luce assorbita e le relative lunghezze d'onda. Questi dati forniscono un'impronta digitale del materiale utile per identificarlo.

    • I picchi e le valli dello spettro FTIR per i due elementi mostrano che sono effettivamente materiali diversi. Ma che materiali sono?

    • Confrontando questi spettri FTIR con quelli di polimeri noti, la migliore rispondenza per il modello 2018 è poliacetilene con legami uretanici aromatici oppure, con maggiore probabilità, un tipo di TPU (poliuretano termoplastico). Il modello 2019 corrisponde allo spettro della poliammide meglio nota come nylon.

    • Quello che questa analisi non ci dice è che problema i tecnici della Apple abbiano cercato di risolvere con questa sostituzione. Mandateci pure le vostre idee!

  8. Che cos'altro è cambiato? Forse, pensiamo noi, l'interruttore a cupola. Guardiamolo da vicino. La cupola si presenta come un piccolissimo tappo da marmellata o capsula di sicurezza: una volta premuto, riprende la forma originale. Se succede qualcosa alla cupola, come una rottura o una deformazione, il tasto inizia a rispondere irregolarmente alla pressione. E, se i piedini si rompono o si piegano, il tasto può smettere del tutto di funzionare.
    • Che cos'altro è cambiato? Forse, pensiamo noi, l'interruttore a cupola. Guardiamolo da vicino.

    • La cupola si presenta come un piccolissimo tappo da marmellata o capsula di sicurezza: una volta premuto, riprende la forma originale.

    • Se succede qualcosa alla cupola, come una rottura o una deformazione, il tasto inizia a rispondere irregolarmente alla pressione. E, se i piedini si rompono o si piegano, il tasto può smettere del tutto di funzionare.

    • Questo interruttore può rompersi o danneggiarsi per una miriade di motivi: difetti di fabbricazione, normale rottura a fatica, esposizione prolungata al calore, condensa, rilascio di gas da componenti vicini e corrosione sono quelli più comuni.

    • È senz'altro possibile che a contribuire ai guasti agli interruttori siano diversi di questi fattori e non uno solo. Questo spiegherebbe perché Apple abbia tutte queste difficoltà a risolvere il problema. La quarta volta sarà quella buona?

    • Questi switch sono anche magnetizzati in fabbrica. Ipotesi più probabile sulla composizione: acciaio inossidabile ferritico, con una sottile pellicola polimerica sul fondo. La differenza di finitura superficiale tra le versioni 2018 (a sinistra) e 2019 (a destra) indica forse un diverso trattamento termico, una lega diversa, o entrambe le cose.

  9. Abbiamo detto, anzi scritto, tutto.
    • Abbiamo detto, anzi scritto, tutto.

    • O forse "AAbiamo scrtt ttto".

    • Almeno per ora... Ci piacerebbe però sentire il parere di esperti di materiali all'interno del nostro uditorio; ci piacerebbe anche dare un'occhiata a tutti i tasti guasti su cui riusciremo a mettere le mani.

    • Nel frattempo, resta il problema fondamentale di questo laptop: se va storta la più piccola cosa, bisogna sostituire metà della macchina. E anche se la tastiera questa volta risultasse perfetta, si è costretti ad assumersi un rischio di fronte a qualsiasi altro problema. Il nostro consiglio? Risparmiate i vostri soldi.

    • Detto ciò, probabilmente vi chiederete dove si poserà questo laptop nella nostra scala di riparabilità...

  10. Considerazioni Finali
    • Il trackpad può essere rimosso e sostituito senza incontrare alcuna grossa difficoltà.
    • Il processore, la RAM e la memoria flash sono saldati alla scheda logica. L'esecuzione di riparazioni e aggiornamenti si presenta come qualcosa di ben difficile da attuare.
    • Il gruppo del case superiore, che comprende la tastiera, la batteria, gli altoparlanti e la Touch Bar, è incollato tutto insieme, rendendo difficile pensare alla sostituzione individuale di questi componenti.
    • Il sensore Touch ID svolge anche il ruolo di interruttore ed è accoppiato con il chip T2 della scheda logica. La riparazione di un interruttore d'accensione guasto può rendere necessario l'intervento di Apple oppure di sostituire la scheda logica.
    Punteggio Riparabilità
    1
    Riparabilità 1 su 10
    (10 è il più facile da riparare)

Un ringraziamento speciale a questi traduttori:

100%

albertob ci sta aiutando ad aggiustare il mondo! Vuoi partecipare?
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“When comparing these FTIR spectra to that of known polymers, the closest match for the 2018 model is polyacetylene with aromatic urethane side groups, while the 2019 model uses polyamide (commonly known as nylon).

What this doesn't tell us is, just what problem Apple's engineers tried to solve using this updated material. Send us your ideas!”

Spitballing, any debris would have an easier time sliding through the nylon, while the 2018 model has a more sticky material.

tipoo - Replica

Hopefully making cleaning with canned air more effective.

Mark -

The plastic dome covers the contacts so you can’t really blow air into the gap. The covers are glued down to the base 360 degrees.

Dan -

Was eagerly anticipating this teardown as soon as the tech press announced the new MacBook Pros with yet another keyboard iteration.

Question: How are the butterfly mechanism and plastic cover attached to the top case? Are they merely held in place by the silicone membrane?

I could not tell if the membrane had to be cut in order to extract the butterfly mechanism and plastic dome.

Those two keys you disassembled, can they be re-assembled and have them function normally without the key falling off?

Carlos Perez - Replica

The thing that really holds it all together is the clear plastic cover piece with the black dot in the middle. That component both holds the dome in place on the PCB and provides the pivot points for the hinged white bracket that controls the keycap travel. Unfortunately, it’s essentially riveted in place from the back with plastic pegs, and prying it out is usually pretty destructive. (In other words, don’t try this at home!) The silicone dust membrane doesn’t have to be cut however, as it’s mainly around the perimeter and not over the top of the mechanism.

Jeff Suovanen -

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