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Attrezzature medicali

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Informazioni generali

Una protesi medica, o protesi, è un dispositivo artificiale destinato a sostituire una parte del corpo mancante ed è concepita per ripristinare la normale funzione della parte corporea assente. Le protesi possono essere create a mano o con software di progettazione assistita da computer (CAD), per progettare e analizzare la creazione della protesi con grafiche 2D e 3D generate al computer, insieme ad altri strumenti di ottimizzazione e personalizzazione.

Protesi vecchie vs. protesi nuove

Una delle principali differenze tra le protesi vecchie e quelle nuove è l’uso di nuovi materiali, come la plastica e i compositi in fibra di carbonio. Questi nuovi materiali rendono gli arti protesici moderni più leggeri, più resistenti e molto più realistici. Inoltre, i nuovi progressi nell’elettronica hanno reso gli arti protesici più facili da controllare per l’utente e più efficaci nell’adattarsi a compiti come afferrare oggetti o camminare.

Progressi ancora più recenti hanno persino consentito all’utente di percepire il tatto attraverso la protesi, grazie all’utilizzo di una pelle elettronica applicata sopra l’appendice.

Come vengono realizzate le protesi?

Sebbene le protesi abbiano lo scopo di aiutare un amputato a ripristinare la funzione di un arto mancante, ogni paziente è unico. Per questo motivo, ogni protesi deve essere realizzata su misura per adattarsi al paziente. In genere, il processo di realizzazione di una protesi segue i seguenti passaggi...

Incontro con il protesista

Poiché il motivo della necessità di una protesi può variare da persona a persona, la protesi viene adattata a quello specifico paziente. Analogamente a come vengono prescritte protesi dentarie o occhiali, gli arti protesici sono prescritti da un medico. Questa prescrizione viene solitamente fornita dopo che il medico ha incontrato un fisioterapista e un protesista coinvolti nel caso.

In circostanze ideali, questo incontro dovrebbe avvenire prima dell’amputazione e dovrebbe coinvolgere il chirurgo operante, in modo che il protesista disponga di quante più informazioni possibili sull’arto interessato.

Durante questo incontro, dovrebbero essere poste le seguenti domande per comprendere quali siano gli obiettivi del paziente durante il processo di recupero:

  • Quanto prevedi di essere attivo?
  • Quali attività prevedi di svolgere con la protesi?
  • Ti interessa l’aspetto estetico della protesi?
  • Che tipo di medicazione deve essere usata per l’arto? (Di solito consiste in un indumento compressivo che favorisce l’evacuazione dei fluidi e la guarigione)
  • Misura il segmento corporeo

Calco del moncone

Una volta prese le misure, viene realizzato un calco in gesso del moncone del paziente. Questo viene fatto affinché il protesista possa avere un modello esatto del moncone del paziente per la creazione della protesi. Tale calco viene quindi utilizzato per creare uno stampo positivo del moncone.

Ciò è fondamentale per la creazione della protesi, poiché è importante per i medici che l’arto protesico si adatti al paziente nel modo più accurato e naturale possibile. Questo passaggio viene solitamente eseguito diverse settimane dopo l’amputazione, per garantire che l’arto residuo non sia più gonfio e che la ferita sia completamente guarita.

Creazione della presa di prova iniziale

La presa è la parte della protesi che consente all’arto sostitutivo di collegarsi all’arto residuo. La creazione della presa prevede che il protesista riscaldi un grande foglio di materiale termoplastico, che viene poi posizionato sopra lo stampo positivo. Successivamente, viene inserito in una camera a vuoto, che forza il materiale termoplastico a collassare attorno allo stampo, assumendo la forma esatta dello stampo positivo.

Verifica della calzata della protesi prototipo

Prima che la protesi finale possa essere prodotta, il protesista deve verificare la calzata della presa di prova. Questa prova avviene tra i due e i sei mesi successivi all’intervento chirurgico, poiché ciò consentirà alla ferita ulteriore tempo per guarire e ridurrà l’eventuale gonfiore residuo.

Il protesista applicherà una fodera sul moncone per fornire uno strato di protezione tra la plastica del prototipo e la pelle del moncone. Questa fodera fornisce un’imbottitura aggiuntiva per il moncone e consente alla protesi di avere una calzata aderente. Se la presa del prototipo non si adatta correttamente, il protesista può riscaldare la presa di prova ed effettuare delle regolazioni.

Una presa non adattata correttamente può causare al paziente vesciche, dolore e piaghe sul moncone, quindi il paziente deve riferire come si sente la presa iniziale.

Produzione della protesi finale

Una volta che la presa è stata adattata correttamente al paziente, la protesi finale può essere prodotta. Questo avviene fissando pilastri in alluminio o titanio alla presa, coprendoli con una copertura in schiuma e stampando il metallo.

La protesi viene quindi assemblata utilizzando una chiave a cricchetto e un cacciavite per fissare i pezzi tra loro. Il protesista fa riprovare la protesi al paziente per apportare le regolazioni finali. Questa protesi può durare al paziente da diversi mesi a diversi anni, a seconda del paziente.

Potrebbero essere necessarie ulteriori regolazioni per adattarsi alla crescita e al livello di attività del paziente, pertanto quest’ultimo deve fissare appuntamenti regolari con il proprio protesista.

Informazioni aggiuntive

Jacob Mehnert

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